Nuovi incentivi per la stabilizzazione dei lavoratori precari nella Regione Marche

Da PRECARIO a INDETERMINATO la Regione Marche ti paga per farlo!

Con la presente si comunica che la Regione Marche ha recentemente approvato un importante avviso pubblico che potrebbe rappresentare un’opportunità significativa per la Sua azienda.

DI COSA SI TRATTA
La Regione Marche ha stanziato 2.600.000 euro per incentivare la trasformazione dei contratti di lavoro precari in contratti a tempo indeterminato, con l’obiettivo di favorire la stabilità lavorativa e sostenere la competitività delle imprese del territorio.

CHI PUÒ BENEFICIARNE
Possono presentare domanda:
• Imprese iscritte alla Camera di Commercio
• Liberi professionisti titolari di partita IVA
• Enti del Terzo Settore (ETS) iscritti al RUNTS
I richiedenti devono:
• Essere attivi
• Avere sede legale all’interno dell’UE
• Possedere un’unità produttiva nel territorio della Regione Marche

REQUISITI DEI LAVORATORI
I lavoratori da stabilizzare devono:
• Avere un contratto precario con il soggetto richiedente
• Essere maggiorenni (età pari o superiore a 18 anni)
• Risiedere in un Comune della Regione Marche (inclusi i possessori di residenza temporanea)
• Se stranieri, possedere regolare permesso di soggiorno in corso di validità

ENTITÀ DEL CONTRIBUTO E VINCOLI
Il contributo è erogato in forma di somma forfettaria in regime “de minimis”:
• 19.500 euro per ogni trasformazione a tempo indeterminato
Vincolo fondamentale: Il contratto a tempo indeterminato deve essere mantenuto per almeno 18 mesi. Il mancato rispetto di questa condizione comporterà la revoca del contributo.
Nota importante: In caso di contratto part-time, l’importo sarà ridotto proporzionalmente alle ore settimanali previste.
Ogni azienda può richiedere un contributo massimo di 39.000 euro.

Polizza fidejussoria: Fidejussione da presentare entro 45 giorni dalla comunicazione di ammissione a finanziamento e prima della liquidazione del contributo

TEMPISTICHE E MODALITÀ DI PRESENTAZIONE
• Apertura bando: 7 marzo 2025, ore 10:00
• Chiusura bando: 27 marzo 2025, ore 13:00
• Piattaforma: SIFORM2 (https://siform2.regione.marche.it)
Attenzione: Saranno ammesse a finanziamento ESCLUSIVAMENTE le stabilizzazioni effettuate DOPO la presentazione della domanda.

PROCEDURA DI VALUTAZIONE
La valutazione avverrà mediante procedura a sportello con graduatoria di merito. Per essere ammessi a finanziamento è necessario ottenere un punteggio minimo di 60/100. A parità di punteggio, prevale l’ordine cronologico di arrivo della domanda.

CONSIDERAZIONI PRATICHE
Prima di procedere con la richiesta, è importante considerare attentamente:
1. La sostenibilità dell’impegno a mantenere il rapporto di lavoro per almeno 18 mesi
2. La compatibilità con il regime “de minimis” in relazione ad altri contributi eventualmente percepiti
3. L’impatto sul piano organizzativo e finanziario dell’azienda nel medio termine

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MAXI DEDUZIONE PER L’ASSUNZIONE DI LAVORATORI: I CHIARIMENTI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

Con la presente circolare siamo ad informarvi in merito ai recenti chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate in relazione alla maxi deduzione prevista per le nuove assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2024.
Come noto, al fine di incentivare gli investimenti in capitale umano, il Legislatore ha introdotto una significativa agevolazione fiscale a favore di imprese e lavoratori autonomi che hanno proceduto a nuove assunzioni di personale dipendente a tempo indeterminato nel corso del 2024.
In particolare, è prevista una maggiorazione del 20% del costo riferibile all’incremento occupazionale, a condizione che il numero dei dipendenti con contratto a tempo indeterminato al 31 dicembre 2024 risulti superiore al numero di dipendenti con contratto a tempo indeterminato mediamente occupati nell’anno 2023.
Inoltre, qualora l’incremento occupazionale sia riferito a soggetti rientranti nelle categorie meritevoli di maggior tutela (es. disabili, svantaggiati, donne in difficoltà), la maggiorazione del costo è stabilita nella misura complessiva del 30%.
La Legge di Bilancio 2025 ha successivamente disposto la proroga di tale agevolazione anche per i periodi d’imposta 2025, 2026 e 2027.
Recentemente, l’Agenzia delle Entrate ha emanato la Circolare n. 1/E/2025, con la quale ha fornito preziosi chiarimenti in merito all’ambito soggettivo di applicazione, ai requisiti richiesti e alle modalità di determinazione del beneficio.
Ambito soggettivo
Possono accedere all’agevolazione le società, gli enti, le imprese individuali, i professionisti e gli altri soggetti titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo, a condizione che l’attività sia stata esercitata per almeno 365 giorni antecedenti il 1° gennaio 2024.
Sono invece esclusi i soggetti in stato di liquidazione o che si trovino in particolari situazioni di crisi aziendale, in quanto tali condizioni potrebbero compromettere la continuità dell’attività e, di conseguenza, la possibilità di realizzare incrementi occupazionali.

Incremento occupazionale
Al fine di beneficiare dell’agevolazione, è necessario che si verifichino due distinti incrementi occupazionali:
1) il numero di lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato al 31 dicembre 2024 deve essere superiore alla media dei dipendenti a tempo indeterminato occupati nel 2023;
2) il numero complessivo di dipendenti, inclusi quelli a tempo determinato, al 31 dicembre 2024 deve essere superiore alla media dei dipendenti complessivamente occupati nel 2023.
Determinazione della maggiorazione
La maggiorazione del 20% (o 30% per i lavoratori “meritevoli di tutela”) si applica sul minor importo tra:
– il costo effettivo riferito ai nuovi assunti a tempo indeterminato;
– l’incremento del costo complessivo del personale dipendente rispetto all’esercizio precedente.

In presenza di particolari situazioni, come operazioni straordinarie, distacco di personale, somministrazione o nell’ambito di gruppi di società, l’Agenzia ha fornito specifiche indicazioni per il corretto calcolo dell’incremento occupazionale e della maggiorazione.

Proroga e determinazione degli acconti
Come anticipato, la Legge di Bilancio 2025 ha disposto la proroga dell’agevolazione anche per i periodi d’imposta 2025, 2026 e 2027. In merito, l’Agenzia ha precisato che il beneficio dovrà essere calcolato su base “mobile”, confrontando i dati occupazionali di ciascun periodo agevolato con quelli del corrispondente periodo precedente.
Infine, per quanto concerne la determinazione degli acconti, è stato chiarito che non si dovrà tener conto della maxi deduzione, sia per il 2024 che per i periodi successivi.
Rimaniamo a disposizione per ogni eventuale chiarimento e approfondimento in merito.
Cordiali saluti.

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Bonus Natale – si allarga la platea

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A poco meno di un mese dall’elaborazione delle tredicesime e dalla conseguente erogazione del bonus, il Governo, con Decreto Legge del 14 novembre 2024, è nuovamente intervenuto modificando la disciplina del bonus in oggetto.
A seguito della nostra precedente comunicazione, effettuata tramite webinar e relative slides informative, con la presente si desidera portare alla Vostra cortese attenzione le seguenti novità.
1. Il bonus è ora esteso anche ai lavoratori dipendenti con almeno un figlio, anche se nato fuori dal matrimonio, riconosciuto, adottivo, affiliato o affidato: non è più richiesto quindi il requisito contestuale del coniuge a carico.
2. Il bonus non spetta al lavoratore dipendente coniugato o convivente il cui coniuge/convivente sia già beneficiario dello stesso bonus; ciò significa che in ogni nucleo familiare soltanto un lavoratore dipendente può accedere al beneficio.
3. Per richiedere il bonus, il lavoratore deve indicare sul modulo che abbiamo predisposto come studio, il codice fiscale del coniuge o convivente e dei figli.
Vi preghiamo cortesemente di provvedere alla tempestiva diffusione di tali informazioni al personale interessato. Rimaniamo a completa disposizione per eventuali chiarimenti e approfondimenti che si rendessero necessari.

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BONUS NATALE: Una breve guida per lavoratori e datori di lavoro

Bonus Natale

Il Bonus Natale: Una Guida Semplice per Lavoratori e Datori di Lavoro

Cos’è il Bonus Natale? Il Bonus Natale è un’indennità una tantum di 100 euro introdotta dal governo italiano per l’anno 2024. Questo bonus verrà erogato insieme alla tredicesima mensilità ai lavoratori dipendenti che soddisfano determinati requisiti.

A chi spetta? Il bonus è destinato ai lavoratori dipendenti con un reddito complessivo non superiore a 28.000 euro nell’anno 2024. Tuttavia, non basta solo il requisito reddituale: sono necessarie anche specifiche condizioni familiari.

Quali sono i requisiti necessari?

  1. Requisito reddituale:
    • Reddito complessivo non superiore a 28.000 euro nel 2024
    • Imposta lorda sui redditi di lavoro dipendente superiore alle detrazioni spettanti
  2. Requisiti familiari (almeno uno dei seguenti):
    • Coniuge non separato e almeno un figlio, entrambi fiscalmente a carico
    • Almeno un figlio fiscalmente a carico in un nucleo familiare monogenitoriale

È importante notare che le coppie conviventi con figli a carico, ma non sposate, sono escluse dal bonus.

Quali redditi rientrano in questo calcolo e quali ne sono esclusi? Analizziamoli nel dettaglio:

Redditi inclusi nel calcolo della soglia dei 28.000 euro:

  1. Redditi di lavoro dipendente (art. 49 del TUIR)
  2. Redditi assoggettati a cedolare secca (es. affitti con tassazione agevolata)
  3. Redditi assoggettati a imposta sostitutiva del regime forfetario per lavoratori autonomi
  4. Quota di agevolazione ACE (Aiuto alla Crescita Economica)
  5. Mance assoggettate a imposta sostitutiva nel settore della ristorazione e dell’accoglienza
  6. Quota esente dei redditi agevolati per ricercatori e lavoratori impatriati
  7. Redditi da fabbricati diversi dall’abitazione principale e relative pertinenze

Redditi esclusi dal calcolo della soglia dei 28.000 euro:

  1. Reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale
  2. Reddito delle relative pertinenze dell’abitazione principale

È importante notare che per il calcolo del reddito complessivo, si considera anche la quota esente dei redditi agevolati, come quelli previsti per il rientro dei ricercatori dall’estero o per i lavoratori impatriati.

Esempi pratici:

  1. Un lavoratore dipendente con un reddito di 25.000 euro e un reddito da locazione con cedolare secca di 4.000 euro supera la soglia dei 28.000 euro (25.000 + 4.000 = 29.000) e non ha diritto al bonus.
  2. Un lavoratore dipendente con un reddito di 26.000 euro e un reddito da abitazione principale di 3.000 euro rientra nella soglia dei 28.000 euro, poiché il reddito dell’abitazione principale è escluso dal calcolo.

Adempimenti del lavoratore:

  1. Presentare una richiesta scritta al datore di lavoro
  2. Fornire una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante il possesso dei requisiti
  3. Indicare il codice fiscale del coniuge e dei figli fiscalmente a carico
  4. In caso di più rapporti di lavoro nel 2024, presentare la richiesta all’ultimo datore di lavoro, fornendo le Certificazioni Uniche dei precedenti rapporti

Adempimenti del datore di lavoro:

  1. Verificare la documentazione fornita dal lavoratore
  2. Erogare il bonus insieme alla tredicesima mensilità
  3. Recuperare l’importo erogato tramite compensazione fiscale
  4. Effettuare un conguaglio finale per verificare la corretta spettanza del bonus
  5. Conservare la documentazione per eventuali controlli

Casi particolari:

  • I lavoratori senza sostituto d’imposta (es. lavoratori domestici) o che non hanno ricevuto il bonus dal datore di lavoro potranno richiederlo nella dichiarazione dei redditi 2025 (per l’anno 2024)
  • In caso di errata erogazione, il lavoratore dovrà restituire l’importo in sede di dichiarazione dei redditi

Tabella riassuntiva che riepiloga i passi e la procedura:

 

Fase Lavoratore Datore di Lavoro
1. Verifica requisiti Controlla reddito e situazione familiare
2. Richiesta Presenta richiesta scritta e dichiarazione sostitutiva
3. Verifica documentazione Controlla la documentazione ricevuta
4. Erogazione Eroga il bonus con la tredicesima
5. Compensazione Recupera l’importo tramite compensazione fiscale
6. Conguaglio Verifica finale della spettanza del bonus
7. Dichiarazione dei redditi Richiede o restituisce il bonus se necessario

 

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Maxi deduzione del costo del lavoro – pubblicato il decreto attuativo del MEF

Maxi deduzione del costo del lavoro - pubblicato il decreto attuativo del MEF

Il 25 giugno è stato pubblicato il decreto attuativo del MEF che introduce per il solo anno 2024, la maggiorazione del 20% della deduzione del costo del lavoro. Deduzione maggiorata ulteriormente del 10% per i lavoratori svantaggiati. Le assunzioni devono essere a tempo indeterminato.

Qui di seguito andremo ad evidenziare le principali caratteristiche.

 

Riferimenti normativi

– Il Decreto attuativo è stato pubblicato dal MEF il 25 giugno 2024 in attuazione dell’art. 4 del D.Lgs. 216/2023.

– La norma prevede, per il periodo d’imposta successivo al 31 dicembre 2023, la maggiorazione del costo del personale di nuova assunzione a tempo indeterminato.

 

Beneficiari

Possono beneficiare della maggiorazione:

– Imprese individuali

– Società di capitali

– Società di persone ed equiparate, titolari di reddito d’impresa

– Esercenti arti e professioni, anche in forma associata, titolari di reddito di lavoro autonomo

– Enti non commerciali, limitatamente all’assunzione a tempo indeterminato di soggetti impiegati nell’attività commerciale

 

Non possono beneficiare le imprese in liquidazione o altre procedure di crisi.

 

Requisiti

– Incremento occupazionale: aumento del numero di dipendenti a tempo indeterminato alla fine del periodo d’imposta successivo al 31.12.2023 rispetto alla media del periodo precedente.

– Sono esclusi dal conteggio: lavoratori in unità estere, assunti da altre società del gruppo, lavoratori in distacco, lavoratori ceduti per trasferimento d’azienda.

– Sono inclusi: soci lavoratori pro-quota, lavoratori a tempo parziale riproporzionati, lavoratori in somministrazione, trasformazioni da tempo determinato a indeterminato.

 

Misura

– Maggiorazione del 20% sul costo del personale di nuova assunzione a tempo indeterminato.

– Ulteriore maggiorazione del 10% (per un totale del 30%) in caso di assunzione di soggetti svantaggiati:

– Persone con disabilità ex L. 68/99

– Ex pazienti di ospedali psichiatrici

– Privi di impiego da almeno 24 mesi

– In trattamento psichiatrico

– Tossicodipendenti

– Alcolisti

– Minori in difficoltà familiare

– Detenuti ed internati

– Soggetti condannati

– Donne con almeno 2 figli under 18 e prive di impiego da 6 mesi in zone svantaggiate

– Donne vittime di violenza in programmi di protezione

– Giovani ammessi a incentivi (Under 30, Neet)

– Lavoratori in zone svantaggiate

– Beneficiari decaduti dal reddito di cittadinanza

 

Determinazione del costo del lavoro

– Riferimento all’art. 2425 c.c.: retribuzioni, contributi, TFR, altri oneri.

– Principio di competenza per imprese in contabilità ordinaria.

– Principio di cassa per imprese in contabilità semplificata e professionisti.

 

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